Pino e la sua carne di Vicciola sono per me una grande storia di amicizia.

Ho sentito parlare di questa razza per la prima volta in tv nel 2015 quando Pino Puglisi fu invitato a Masterchef. Incuriosito da questo tipo di carne, il giorno dopo l’ho chiamato direttamente in macelleria, a Torino. Ho trovato una persona cordiale, molto disponibile a soddisfare ogni mia curiosità.

Una volta mi disse di passarlo a trovare, forse solo per gentilezza visto che sapeva che lavoravo dall’altra parte dell’Italia. E invece un sabato sera siamo andati in auto fino a Torino. Abbiamo passato la domenica in città e il lunedì siamo andati nella macelleria di Pino, in via Luigi Cibrario 53.

Chiusa. Turno di riposo.

Ma io e il mio collega non ci perdiamo d’animo e bussiamo. Si vedeva che in laboratorio c’era qualcuno. E viene ad aprirci proprio lui: Pino Puglisi.

«Chi siete?» «Ciao Pino, sono Diego Radenza, il macellaio di Modica. Sono passato a trovarti». Pino non ci poteva credere. Quel folle di un siciliano si era fatto 1500 chilometri di strada per conoscere la Vicciola. Da quel momento è nata una grande amicizia, sorretta da un profondo rispetto.

Come esperto del settore, posso tranquillamente dire che Pino Puglisi è uno dei pochi macellai che può vantare di sapere tutto della carne, dalla nascita alla macellazione. Non c’è niente di comparabile al lavoro che ha fatto Pino nel settore della carne. Provare per credere: basta mettere in bocca un pezzetto di quella carne cruda e senza sale per sentire un’esplosione di sapore fuori di testa.

Leggi la storia della mia amicizia con Pino nel libro “Tagliato per la carne”.

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