Quando si parla di qualità della carne e di salute, non potrei mai fare finta di niente e non parlarvi della “Vicciola”: un marchio registrato che indica solamente la razza bovina piemontese allevata a nocciole.

Già, avete letto bene: a nocciole.

La sua alimentazione infatti, brevettata dal 2014, è esclusivamente composta da latte materno, cereali, crusca, fave, fieno e appunto nocciole. Vengono escluse tutte le possibilità relative al mangime composto o agli integratori minerali usati per velocizzare il processo di crescita.

La nocciola in sé deve avere caratteristiche particolare: si prendono solo nocciole integre, sgusciate, proveniente dal raccolto più recente, di calibro 13/15 e senza traccia di prodotto scaduto o scarti di lavorazione.

La carne della Vicciola è un’eccellenza mondiale. E il motivo è semplice. Dal momento in cui si mette all’ingrasso, cresce di circa tre/cinque etti al giorno (mentre la media “tradizionale” è di un chilo/un chilo e mezzo).

Si rispettano i tempi fisiologici della crescita fin dalla nascita, ottenendo una quantità sicuramente minore di capi da macellare, ma una resa qualitativa nettamente superiore. La carne, in questo modo, acquista un’altissima concentrazione di proprietà nutritive e un livello di colesterolo infinitamente più basso.

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